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Viaggio tra i manifesti pubblicitari Belle Epoque della Collezione Salce

Tesor d’affiches trevigiano

Durante un caldissimo pomeriggio di agosto, mi sono trovato nel bel mezzo della Belle Epoque. No, non ero nella mia amata Parigi, ma a Treviso, la città dove tra la fine dell’800 e gli anni ’60 del ‘900, Fernando Salce collezionava febbrilmente manifesti pubblicitari. Nel 2016 è nata la Collezione Salce, primo polo museale in Italia dedicato alla pubblicità, forte degli oltre 25.000 pezzi messi insieme dal collezionista trevigiano. Un vero e proprio tesoro aperto dalla mostra inaugurale “Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce. La Belle Epoque”, visitabile fino al 24 settembre

Piccolo ma ideale

La Collezione Salce si trova nel pieno centro di Treviso accanto alla Chiesa di San Gaetano, e ovviamente alle 16 di un pomeriggio di agosto, non era molto affollato (Meglio il mare? Dipende!). La mostra è allestita in 3 sale dagli interni moderni, con una buona illuminazione che permette di apprezzare al meglio forme e colori degli affiches esposti.

 

Dalla sensualità floreale all’immagine-marchio: l’evoluzione dei manifesti pubblicitari

Il percorso inizia dalle Sale Dudovich e Carboni, dove si può ammirare il momento di rottura che fece del manifesto pubblicitario un vero strumento di promozione commerciale. I manifesti  dominati da colori brillanti e da forme calde e sensuali di fiori e corpi femminili, lasciano progressivamente spazio al linguaggio elegante e  asciutto degli affiches della Secessione Viennese, fino ad arrivare a Leonetto Cappiello ed alla sua idea di immagine-marchio. Semplice, lineare ma al contempo unica ed elegante, la donna in verde sul cavallo rosso del manifesto Cioccolato Klaus, fu una vera innovazione nata dalla volontà degli investitori pubblicitari di comunicare in modo più efficace. Al di là del puro gusto estetico, ritengo molto corretto  mostrare l’evoluzione funzionale del poster, poiché – come vedremo nei prossimi post- gli artisti che hanno lavorato nella pubblicità hanno dovuto coniugare il loro punto di vista emozionale con il volere di una committenza, desiderosa di attirare a sé i consumatori.

La sala Grignani: un omaggio all’affichomanie

La terza sala è in pratica un doveroso omaggio a due grandissimi artisti, il già citato Leonetto CappielloJules Chéret, protagonisti assoluti assieme ad altri,  del fenomeno dell’affichomanie. La febbre di collezionare manifesti pubblicitari che colpì Parigi a partire dagli anni ’80 dell’800.

I miei 7 manifesti “Coups de coeur”

Ma diamo all’occhio la sua parte. Ed ecco i miei 7 affiches preferiti. Devo dire che Auer di Giovanni Mattia Mataloni mi ha letteralmente  stregato. Penso di aver provato una sensazione simile a quella del giovane Nando Salce che nel 1895, ne volle a tutti i costi una copia 🙂

Concludendo posso davvero dire di aver respirato l’aria della Belle Epoque ma seguendo un percorso espositivo teso al futuro. Infatti la Collezione Salce ha in programma, dal 14 ottobre al 14 gennaio 2018,  una seconda mostra “ILLUSTRI PERSUASIONI. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce. 2. TRA LE DUE GUERRE” che intende proseguire l’esposizione cronologica dei migliori pezzi della collezione.

Io naturalmente andrò a visitarla 🙂

Per tutte le informazioni relative a questa mostra ed alle iniziative, vi invito a consultare il sito del museo

Buon inizio di settimana a tutti e a presto con nuovi #ManifestiDaSogno

 

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