Il manifesto del mese: KUB di Leonetto Cappiello

Amo sperimentare e raccogliere spunti. Il mio blog è anche questo: un laboratorio di idee. Per questo ho deciso di inaugurare oggi una nuova rubrica che ha l’obiettivo di analizzare un manifesto pubblicitario ogni mese. Per questo primo appuntamento ho scelto una delle pietre miliari nella storia del manifesto pubblicitario.

Il manifesto KUB

KUB di Leonetto Cappiello è, a mio avviso, uno dei primi esempi di manifesto pubblicitario che coniuga estetica ed efficacia commerciale. Come amava ripetere l’illustratore livornese espatriato a Parigi nei primi decenni del ‘900, “Il manifesto è un atto di autorità sul passante distratto”.

Per catturare l’attenzione del passante, molti colleghi e predecessori di Cappiello come Jules Chéret avevano puntato a creare immagini eleganti e gradevoli per il pubblico. Immagini quindi belle ma forse troppo descrittive che non lasciavano il segno nella mente del passante.

Il brodo di carne in cubetti, non è forse il prodotto più “sexy” da rappresentare e probabilmente soffriva già all’epoca la concorrenza di numerosi altri prodotti più accattivanti. E allora, come emergere sui muri di Parigi accanto alle pubblicità di Nicolas, L’Oréal ed altri?

Dando al passante l’impressione di ricevere una testata, anzi un’incornata.

Cappiello riflette sulle caratteristiche del prodotto e poi inserisce su uno sfondo color oro (citazione dal nome completo del prodotto: KUB D’or) la testa di un vitello in nero e la confezione del brodo KUB, giusto all’altezza dell’occhio destro del vitello.

manifetso kub 1931
Leonetto Cappiello – KUB – 1931

 

Il contrasto tra l’oro ed il nero, non lascia scampo al passante che inoltre, grazie alle linee convergenti verso il centro, sposta lo sguardo immediatamente sul prodotto e sulla marca.

La confezione KUB si fonde indissolubilmente con il resto del manifesto, associandosi alla presenza del vitello e delle sue corna. Ed è il mix perfetto per trasmette un messaggio commerciale forte e chiaro al passante: se vuoi dare sapore ai tuoi piatti e colpire le tue papille gustative e quelle dei tuoi cari, usa KUB.

Il confronto con il manifesto KUB del 1910

Immaginiamo adesso che il signor KUB debba scegliere tra il manifesto realizzato da Cappiello e questo, creato sempre per KUB, nel 1910.

 

Artista sconosciuto – KUB – 1910

Il cuoco che tiene sottobraccio la confezione KUB è sicuramente un personaggio coerente con il prodotto ma probabilmente manca di quella forza espressiva in grado di imporsi all’attenzione del passante. Se fossi il signor KUB non esiterei un istante nella mia scelta, poiché il mio primo interesse è rendermi visibile e riconoscibile.

Semplice, efficace, diretto: così il manifesto di Cappiello conquistò prima la fiducia dei suoi clienti e poi le strade di Parigi.

E voi cosa ne pensate di KUB? Attendo i vostri commenti 🙂

 

 

 

 

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