3 pittori famosi (anche) per i manifesti pubblicitari

Pubblicità e pittori: un matrimonio di convenienza

Gli artisti ed il manifesto pubblicitario si sono legati fin da subito in modo indissolubile. Immaginate quanto doveva essere spietata la concorrenza tra pittori nella Parigi della Belle Epoque. Uno dei modi per sopravvivere era certamente farsi pubblicità. Ma dove? Dappertutto! I grandi boulevard parigini, ma in generale tutte le grand città europee, offrivano uno spazio infinito per mettersi in mostra.

Ma il manifesto pubblicitario non era solo un modo per emergere. Era una vera e propria fonte di sostentamento. Uno dei più celebri pittori surrealisti, René Magritte, si ritrovò a creare manifesti pubblicitari per sopravvivere.

Cosa pensavano gli artisti del manifesto pubblicitario? Beh probabilmente non lo amavano perché lo consideravano un’espressione forzata della loro arte. Infatti non tutti i pittori famosi hanno fatto carriera nella pubblicità.

Ecco qui i manifesti più belli di cinque celebri firme della pittura che hanno contribuito allo sviluppo del manifesto.

1. Henry Toulouse Lautrec

Nel 1882, il giovane Henry non sapeva quanto Parigi gli avrebbe dato ma aveva in testa una sola cosa: seguire la sua passione per la pittura e diventare un vero artista. La celebrità arrivò presto grazie…ai manifesti pubblicitari.

Toulouse-Lautrec, grazie anche al gusto per l’azzardo del padrone del Moulin Rouge, Charles Zidler, espresse la sua acuta analisi dei vizi umani in un modo nuovo fatto di motivi orientaleggianti, colori semplici e linee sfuggenti. Si può dire che con Toulouse Lautrec, nasce il personaggio. Quel personaggio in cui ci si può identificare e seguirne i movimenti. Alla sua morte, nel 1901, il manifesto pubblicitario era cambiato per sempre.

2. Fortunato Depero

Pittore, scultore, designer…Fortunato Depero fu un’artista completo che a partire dagli anni ’20 del secolo scorso impose il futurismo anche nella pubblicità. E’ in questo periodo che Depero incontra Davide Campari, magnate dell’omonima azienda produttrice di liquori.

Dalla fertile collaborazione reciproca nascono la bottiglietta Campari ed i numerosi manifesti pubblicitari. Durante gli anni ’30, l’artista di origine trentina, mostra il suo estro creativo anche negli Stati Uniti. Riceve infatti numerose commissioni di un certo prestigio, tra cui la copertina di Vanity Fair e di il The New Yorker.

 

3. Alphonse Mucha

Stile raffinato, floreale e delicato. Insomma ideale per affermarsi come illustratore nella Parigi di fine ‘800. Cosi’ il giovane pittore moravo Alphonse Mucha inizio la sua carriera. Infatti nella capitale francese, fervore culturale e stimoli commerciali crearono un ambiente favorevole a lui e tanti suoi colleghi che trasformarono i grand boulevards in una galleria d’arte a cielo aperto.

Mucha si specializzò nella creazione di manifesti per il teatro e poi, sempre dipingendo motivi floreali e sinuose figure femminili, passò alle illustrazioni per lo champagne Moët & Chandon ed altri prodotti di consumo come la birra ed i biscotti.

Ecco quattro suoi manifesti, anzi,  quattro suoi capolavori

E voi? Conoscete altri grandi artisti del passato o del presente che si sono lanciati nella carriera pubblicitaria? Scrivetemelo nei commenti!

Alla prossima 🙂 #ManifestiDaAmare

 

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